Imprenditore abruzzese appassionato di arte crea la propria fondazione per proteggere il suo “tesoro” artistico

Venceslao Di Persio è un imprenditore di Pescara che, insieme a sua moglie, ha raccolto in 35 anni circa 260 opere, oggi esposte nel Museo dell’Ottocento.

Il Museo, sito a Pescara, è ospitato nell’ex sede della Banca D’Italia ristrutturata grazie all’impegno e all’investimento di diversi milioni di euro di questo imprenditore, oggi ottantenne, che ha voluto condividere la sua preziosa collezione privata con i suoi concittadini e il resto del mondo coronando così il suo sogno.

Il museo non ha nulla da invidiare alle grandi sedi espositive sia italiane che internazionali, ecco qualche numero:

  • 15 sale distribuite in tre piani con impianti di ultima generazione
  • 260 sono le opere esposte, soprattutto italiane e francesi
  • 35 sono gli anni di ricerche che i coniugi hanno impiegato per “mettere insieme” i capolavori che oggi costituiscono la loro collezione di opere d’arte
  • Nomi di eccellenza hanno partecipato alla sua inaugurazione: Massimo Garavaglia ministro del Turismo e Vittorio Sgarbi intervenuto con una sua lectio magistralis, che ha addirittura definito il Museo dell’Ottocento “il più importante del centro – sud Italia

Per fortuna in Italia sono sempre più numerosi gli imprenditori che si raccontano, non solo attraverso il profitto, ma anche attraverso la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, promuovendo così anche il loro brand.

Ma c’è un preciso motivo per cui ho voluto raccontare la “storia artistica” di questa coppia di mecenati.

Devi sapere che l’opera “numero uno” della collezione, la prima opera acquistata nel 1987 da Di Persio in un’asta è stata proprio un ritratto: il ”Ritratto di Mrs. Fry” dell’artista Antonio Mancini.

L’attenzione di questo imprenditore, paragonato perfino a Peggy Guggenheim, per la sua tenacia e volontà da collezionista di opere d’arte, è stata catturata proprio da un ritratto.

I ritratti ci hanno raccontato la storia di grandi personaggi storici ma anche usi e costumi delle  famiglie nel corso dei secoli.

Trasmettere la propria immagine è un’esigenza atavica di uomini e donne

Di Persio e sua moglie hanno lasciato traccia della loro esistenza dando vita alla Fondazione Di Persio-Pallotta.

 “Il Ritratto dei papà” nasce per dare la possibilità a padri e figli di lasciare traccia del loro rapporto che li ha portati al successo.

 

In Italia sono centinaia le famiglie che, grazie al passaggio generazionale di padre in figlio hanno avuto la capacità e la volontà di dare continuità ed aumentare il valore dell’azienda familiare.

Padri e figli ora possono trasmettere la loro immagine, quella dell’ azienda familiare, il loro brand e il successo raggiunto grazie al ritratto  padre e figlio

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